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http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/17_novembre_14/saluto-romano-marzabotto-difesa-stato-mal-interpretato-05265dec-c969-11e7-8a48-f3682c995302.shtml

BOLOGNA — «Un gesto mal interpretato e strumentalizzato per la campagna elettorale». La pensa così il centrodestra di Marzabotto a cui il calciatore del Futa 65 si è rivolto per chiedere un ausilio legale dopo l’incresciosa vicenda di sabato scorso. Prima si è tolto la maglia della sua squadra e ha mostrato quella della Repubblica di Salò, dopo aver fatto gol al Marzabotto, poi sotto la tribuna è arrivato il saluto romano che lui stesso, Eugenio Maria Luppi, subito dopo ha giustificato, dicendo di «essere stato frainteso perché in realtà stava salutando il papà e la fidanzata seduti in tribuna».Il capogruppo della lista d’opposizione Uniti per cambiare Marzabotto Morris Battistini spiega quanto successo: «Eugenio si è messo in contatto con noi, io gli ho spiegato che sarebbe stato meglio evitare quel gesto e un affronto simile, soprattutto a Marzabotto. E inoltre che non faccio il procacciatore di avvocati. Però credo che sulla vicenda si sia creato un caso utile alla campagna elettorale. È stato strumentalizzato. Dobbiamo invece mantenere alta la memoria per non commettere gli errori del passato». Non solo, il capogruppo spiega ancora: «Il saluto romano non è quello che ha fatto quel ragazzo, la maglietta invece è inequivocabile e mi dispiace che abbia deciso di portare la politica in campo. Era meglio una maglia con su scritto: “mamma e papà ho fatto gol”. Ad ogni modo sono un garantista e un giustizialista, nella quotidianità insegno ai miei figli che chi sbaglia deve pagare. E per questo però ci saranno gli organi di disciplina sportivi preposti per farlo, non il nostro giudizio». Eugenio Maria Luppi si è scusato ed è stato sospeso dalla squadra.

I commenti politici

Proprio in giornata era arrivato il monito del deputato Pd e dell’ex sindaco di Marzabotto Andrea De Maria: «Nessuna forza politica giustifichi un gesto inqualificabile». «Considero vergognosa la cosa, spero che lui abbia capito quello che ha fatto. Sarà sicuramente denunciato per apologia di reato del fascismo – afferma Virginio Merola, sindaco metropolitano di Bologna -. Considero abbastanza bizzarre queste squadre di calcio che fanno apparire come incidenti queste cose, nel senso che se uno fa sport dovrebbe anche avere la consapevolezza che deve stare attento a come educa questi giovani sportivi». La querela sarà formalizzata mercoledì mattina alla caserma dei carabinieri di Marzabotto. «Procederemo — conferma il sindaco di Marzabotto Romano Franchi — perché riteniamo che questo gesto sia un reato. Poi sono arrivate le scuse, ma credo che siamo ben lontani dal pentimento. Se la squadra e il calciatore vorranno incontrarmi sono disponibile a farlo, andremo insieme al Sacrario». È intervenuta anche Anna Cocchi, presidente dell’Anpi provinciale di Bologna: «Questo ragazzo andrà punito, spero dalla giustizia sportiva in primis perché credo debba partire da quel mondo lì la prima giustizia, perché lui ha compiuto un gesto terribile in un luogo sportivo, durante una partita, non lo ha fatto in libertà o negli spogliatoi, l’ha fatto in un luogo pubblico proprio per essere visto e ha voluto offendere Marzabotto».

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