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http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/12/07/news/reggio_emilia_adescava_ragazzini_fingendosi_una_donna_10_anni_al_pedofilo_seriale-183381967/?rss

REGGIO EMILIA – L’inchiesta era stata denominata “Lost innocence”, innocenza perduta. L’innocenza e la serenità di moltissimi ragazzini, visto che secondo quanto emerso sono stati centinaia i rapporti sessuali intrattenuti con minorenni da un cittadino brasiliano di 40 anni, richiedente lo status di rifugiato politico a Reggio Emilia perché a suo dire discriminato sessualmente nel suo Paese. Costa ha chiesto e ottenuto un processo con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena: oggi è stato condannato a 10 anni di carcere, 120mila euro di multa e una provvisionale di 50mila euro nei confronti del Comune di Reggio Emilia che si è costituito parte civile.

Soldi per attirare in casa i ragazzini. Soldi per convincerli a far cadere nella sua trappola altri giovanissimi. Soldi per comprare da loro anche filmati e foto pedopornografici, che l’uomo in alcuni casi diffondeva in rete. Per una decina d’anni l’uomo è riuscito ad adescare minorenni (fra le vittime, anche ragazzini di appena 13 anni) grazie all’alter ego femminile che si era costruito. Vestito da donna e truccato, dalla

finestra di casa gettava banconote ai minori in uscita da scuola, convincendoli a salire in casa e ad avere rapporti sessuali con quella che le giovani vittime pensavano essere la “donna dei propri sogni”.

Lo scorso ottobre l’uomo era stato stato condannato dal tribunale di Reggio ad altri 17 anni per aver tentato di uccidere con un coltello una 52enne, madre di un ragazzo di cui il pedofilo si era invaghito, che si opponeva alle attenzioni morbose del brasiliano.

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