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http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/10/12/news/anche_a_bologna_italiani_senza_cittadinanza_in_piazza_per_lo_ius_soli-178088740/?rss

BOLOGNA – A Bologna come a Roma: domani gli “italiani senza cittadinanza”, i figli di immigrati nati nel nostro Paese, scenderanno in piazza per sostenere lo Ius soli. L’appuntamento è alle 17 in piazza del Nettuno, ma dal presidio, chiedono gli organizzatori, restino esclusi “colori politici, partitici o di associazioni, quindi niente bandiere e loghi. Il nostro obiettivo è quello di vedere in piazza solo cittadini, che in quanto tali manifestano per la parita’ di diritti anche per le seconde e terze generazioni di immigrati”. L’intenzione è dunque “scendere in piazza per sostenere la causa e dimostrare la sensibilità dei cittadini” sul tema dello ius soli temperato e dello ius culturae.

Dal palco del convegno della Cgil sul tema dei migranti la 20enne Insaf Dimassi, studentessa di Giurisprudenza di origini tunisine, ricorda che “non è vero che si regala la cittadinanza a tutti”. Per ottenere la cittadinanza, a un bambino o giovane nato in Italia da genitori stranieri “sono richieste garanzie precise, come il permesso di soggiorno illimitato- sottolinea Dimassi, come riporta l’agenzia Dire-

il che significa avere un lavoro stabile, una casa, essere residenti da almeno cinque anni e aver superato un esame di lingua italiana di livello A2″. Per avere la cittadinanza tramite lo ius culturae, invece, un giovane deve aver completato almeno un ciclo di studi. “Io sono in Italia da quando avevo nove mesi- racconta Dimassi- mio padre ha ottenuto la cittadinanza italiana due anni fa, io ero maggiorenne da appena 20 giorni e quindi non è stato possibile trasmetterla”.

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