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http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/10/13/news/allarme_corruzione_in_emilia_il_record_dei_raccomandati-178128349/?rss

BOLOGNA L’Emilia Romagna è corrotta, e nemmeno poco. O almeno, questa è l’immagine che esce dallo studio inedito pubblicato proprio ieri dall’Istat. Tra grafici e tabelle, la nostra regione non fa certo una bella figura, arrivando a guadagnarsi le prime posizioni in classifiche che di meritevole hanno ben poco. Un esempio su tutti? Tra il Po e l’Appennino, quasi il 14% dei cittadini ammette di aver ricevuto almeno una volta nella sua vita una richiesta di raccomandazione. Un record.
 
Sconvolta anche nelle ultime settimane dallo scandalo delle cattedre universitarie, l’Emilia Romagna guarda dall’alto tutte le altre regioni dello Stivale, superando anche il Lazio, l’Umbria e il Veneto che si fermano rispettivamente al 13, all’11,3 e al 10%. Le raccomandazioni, del resto, non sono certo confinate nelle aule degli atenei: i favori per parenti e conoscenti vengono chiesti per ottenere un posto di lavoro, una concessione, una licenza, benefici assistenziali o, magari, qualche “aggiustamento” di una causa giudiziaria in corso. Ma le richieste arrivano, perché no, anche a presidi e professori, per promuovere o far accedere il figlio a corsi prestigiosi, o all’amico vigile urbano, a cui ci si appella per cancellare qualche multa di troppo. Sempre stando alle stime dell’Istat rilevate e diffuse per la prima volta nell’ambito dell’indagine sulla sicurezza dei cittadini – un emiliano romagnolo su tre conosce qualcuno che è stato raccomandato in almeno una di queste situazioni. Segno che la pratica è tutt’altro che marginale.
 
 E non è certo l’unico dato a destare qualche preoccupazione. Oltre 7 famiglie su 100, infatti, dichiarano candidamente di essere state coinvolte in almeno un caso di corruzione, e cioè di aver fatto o ricevuto richieste di favori in cambio di qualche tornaconto. Peggio che nel resto del Nord Italia, ma decisamente meglio rispetto a buona parte delle regioni del centro Sud. Il passaggio di soldi o pacchi regalo è una pratica tutt’altro che rara tanto negli uffici pubblici quanto tra i banchi di scuole e le corsie degli ospedali, e proprio i luoghi di lavoro sono teatro spesso e volentieri di scambi non proprio trasparenti: quasi il 6% degli emiliano romagnoli giura di aver assistito a favori o baratti che ha considerato «illeciti o inopportuni».
 
Infine, non poteva mancare una delle pratiche corruttive più odiose in assoluto: lo scambio di voti. Perfino nella ricca e partecipativa Emilia Romagna, l’1,5% dei cittadini si è visto offrire contanti in cambio di una crocetta
al posto giusto nel segreto dell’urna. Specie in occasione di elezioni amministrative ed europee, dove la pratica sembra essere più diffusa. In questo caso, però, va detto che siamo ben lontani dai livelli endemici di buona parte del Meridione (in Puglia e Sicilia le percentuali sfiorano la doppia cifra) e che le regioni che possono vantare un dato migliore, effettivamente si contano comodamente sulle dita di una mano. Sarà sufficiente come consolazione?
 

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